VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ ENERGETICO-AMBIENTALE

A livello internazionale, per la valutazione della qualità energetico-ambientale degli edifici, sono disponibili numerosi metodi di verifica basati su criteri prestazionali. Tali criteri sono classificabili in due tipologie: la prima è costituita da un metodo a punteggio; la seconda si basa sugli eco-bilanci.

 In tal senso i principali metodi utilizzati in ambito europeo e a livello internazionale sono:

>– Il Building Research Establishment Environmental Assessment Method (BREEAM) costituisce il primo e più noto metodo di valutazione a punteggio sviluppato dal BRE(5) in Gran Bretagna.

< – Negli Stati Uniti è stato invece sviluppato il sistema LEED per iniziativa dello U.S. Green Building Council con il supporto di numerose agenzie governative e organizzazioni private. Sistemi simili sono stati sperimentati anche in Austria, Francia, Svezia, Norvegia.

– Particolarmente interessante si è rivelato anche il sistema danese, denominato Energy Rating, di applicazione obbligatoria in caso di transazioni immobiliari per edifici di superficie inferiore a 1500 mq e con verifica a cadenza annuale per edifici di superficie maggiore.

Di seguito si segnalano quelle iniziative, tra le tante in Italia, che hanno dato maggior impulso al tema:

– ISPRA (ex ANPA– Agenzia Nazionale Protezione Ambiente) ha promosso tra la fine degli anni ’90 ed i primi del 2000 una impostazione metodologia per la Qualità Ecologica dei Prodotti indirizzandosi maggiormente sull’utilizzo della LCA (Life Cycle Assessment) per l’etichettatura ecologica e la progettazione eco-compatibile, utilizzata in diversi studi per promuovere ricerche e testi sull’argomento. L’esperienza di questo Istituto ha portato alla redazione della Banca Dati Italiana I° e II° LCA pubblicata nel 2000 nell’ambito delle attività dell’Unità per la Qualità Ecologica dei Prodotti.

– ITACA (Istituto per la Trasparenza l’Aggiornamento e la Certificazione degli Appalti), che fa riferimento alla Conferenza Stato Regioni, ha messo a punto un protocollo in cui, relativamente all’edilizia sostenibile, viene detto: “Senza avere la pretesa di esaurire ogni aspetto della bioedilizia, si è inteso perseguire l’obiettivo di redigere un’insieme di regole minime che consentano, alle Amministrazioni pubbliche, di effettuare scelte differenziate per incentivare la realizzazione di edifici che prefigurino un interesse collettivo attraverso la scelta di soluzioni maggiormente rispettose dei valori ambientali”.

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